Phoenix Wright: Ace Attorney
Martedì 1 Maggio 2007 @ 19:39, da JotaroAvete mai pensato di fare l’avvocato difensore? Diventare un eroe che difende i propri clienti, con frasi e prove che all’ultimo secondo ribaltano le carte in tavola dei vari processi, mettendo in difficoltà i molteplici testimoni? Capcom a modo suo è riuscita benissimo in questo intento con un gioco ormai famoso ovunque: Phoenix Wright, una simulazione di avvocato che trascende il genere ma che trasmette la tipologia e l’animo della professione. Un gioco pieno di misteri, investigazione, storie incredibili e gag divertenti, il tutto condito di un ottimo stile manga.
La saga nasce in Giappone, originariamente per GameBoy Advance, riscuotendo un grande successo. Successivamente viene convertita per Nintendo DS, arrivando alla bellezza di quattro capitoli. In questa recensione tratterò il primo della serie.
L’avventura ebbe inizio…
Phoenix Wright è un giovane avvocato difensore alle prime armi che lavora per Mia Fey ma, quest’ultima, viene presto assassinata misteriosamente. Da quel momento, Phoenix, si impegna a scagionare la giovane Maya, sorella dell’ormai defunta Mia, unica indagata per l’omicidio. Maya diverrà poi la vostra assistente e, più volte in caso di necessità, evocherà lo spirito dal capo fornendo considerevoli aiuti per l’indagine. Dopo il tutorial iniziale in tribunale, i casi cominceranno ad essere più lunghi e difficili, dovendo tenere testa a procuratori veramente duri come Miles Edgeworth e Manfred von Karma e non saranno possibili errori: ogni sbaglio equivale una penalità fino a perdere la causa. Ogni caso si divide in due fasi: l’indagine e il processo.
Indagini
Non appena accetteremo o saremo accettati come avvocato dal cliente, inizieranno le indagini. Ci muoveremo attraverso i vari scenari alla ricerca di indizi e per raccogliere testimonianze. Il problema è che praticamente tutti i personaggi mentono o tralasciano particolari importanti. Rilevanti sono le novità per quanto riguarda il quinto caso, l’unico inedito rispetto alla versione GameBoy: la possibilità di rilevare le impronte digitali, mettendo la polvere di magnesio con il pennino e soffiando sopra per togliere quella in eccesso, oppure spruzzare il luminol e rilevare le macchie di sangue con gli occhiali a infrarossi.
Al processo
In tribunale Phoenix si presenterà di profilo al banco della difesa insieme alla sua assistente mentre, dall’altro lato, il procuratore che cercherà in ogni modo di colpevolizzare il nostro cliente. A questo punto verranno chiamati a testimoniare svariati personaggi che, in un modo o nell’altro, complicheranno la situazione. Potremo allora incalzare con il pennino, o direttamente con il comando vocale “un attimo”, per riesaminare le varie parti della testimonianza esposta e, in questo modo, sarà più facile trovare le contraddizioni. Una volta che ne abbiamo trovata una, non ci rimane che evidenziarla alla giuria attraverso le prove che abbiamo raccolto durante l’indagine.
Comparto grafico
Il gioco non vanta di una grafica stupefacente ma, le animazioni in 2D, risultano comunque molto divertenti e in pieno stile manga. Le musiche sono molto carine e farete sicuramente fatica a dimenticarne i motivetti.
Conclusioni
Questo gioco è una vera chicca, divertente e coinvolgente al punto giusto, anche per chi non è un fan di Shinji Mikami. Lo consiglio vivamente a tutti gli appassionati delle avventure grafiche ma anche a chi vuole provare qualcosa di diverso, immedesimandosi in un avvocato difensore e seguire una trama appassionante. Questo primo capitolo è molto lungo e ben caratterizzato, che non scorderete facilmente. Capolavoro assoluto!





















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